Acqua Pubblica Chieri

La difesa dell’acqua

La difesa dell’acqua e la sentenza della Corte di Stefano Rodotà

In un momento in cui si manifestano diversi intenti politici e si discute intensamente di legalità costituzionale, conviene tornare sulle indicazioni date dall’importantissima sentenza della Corte costituzionale su referendum e servizi pubblici. Ad essa dovrebbero rivolgere un’attenzione particolare i partiti, perche’ in quella decisione sono affrontate con chiarezza non usuale questioni che riguardano il complessivo funzionamento del sistema politico-istituzionale. Infatti, restaurando la legalità violata da norme che cercavano di cancellare i risultati dei referendum di un anno fa, la Corte ha pure dato indicazioni significative su temi oggi al centro della discussione: i rapporti tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta; tra governo, regioni e comuni; tra ordinamento europeo e ordinamento nazionale; tra mercato e missione degli enti pubblici. Tutto questo avviene grazie ad una ricostruzione della trama istituzionale che riconosce alla Costituzione il ruolo che le compete e che, di questi tempi, viene invece continuamente vilipeso dalle iniziative più varie e sgangherate, dalle proposte di assemblea costituente o di referendum di indirizzo fino agli aggiramenti dettati da un estremismo liberista che vuole liberarsi anche dei principi costituzionali. La Corte ha restituito l’onore alla Costituzione, mostrando al tempo stesso di non essere subalterna a pressioni e convenienze e smentendo così la pericolosa vulgata che, diffusa ora da una parte ora dall’altra, la rappresenta come una istituzione non affidabile. Continua a leggere

Annunci

Una buona notizia

Grande vittoria dei movimenti, la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali.

Oggi, 20 Luglio, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese.
Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.

La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l’articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l’articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.

La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l’acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici.

Si scrive acqua, si legge democrazia!

Parte l’Iniziativa dei Cittadini Europei sull’acqua

Il 10 Maggio la Commissione Europea ha accettato l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) sull’acqua, la quale è promossa a livello europeo da EPSU (Sindacato Europeo dei Servizi Pubblici) ed è stata condivisa dalla nascente Rete Europea per l’Acqua Bene Comune e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
L’Iniziativa dei Cittadini Europei è uno dei primissimi passi per la partecipazione dei cittadini alle politiche europee e, questa sull’acqua, è la prima che parte. Il meccanismo è semplice: si deve raccogliere un totale di un milione di firme in almeno 7 paesi europei e la Commissione Europea deve prendere in considerazione la proposta per legiferare in materia. In Italia la soglia è di 135.000.

Nello specifico quello che segue è il testo sull’acqua:

Acqua potabile e servizi igienico-sanitari: un diritto umano universale! L’acqua è un bene comune, non una merce!

Esortiamo la Commissione europea a proporre una normativa che sancisca il diritto umano universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e promuova l’erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti.
La legislazione dell’Unione europea deve imporre ai governi di garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari. Chiediamo che:
1. le istituzioni dell’Unione europea e gli Stati membri siano tenuti ad assicurare a tutti i cittadini il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari;
2. l’approvvigionamento in acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non siano soggetti alle “logiche del mercato unico” e che i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi forma di liberalizzazione;
3. l’UE intensifichi il proprio impegno per garantire un accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.”

Parte, dunque, la raccolta firme anche in Italia. Qui è possibile scaricare il modulo su cui raccogliere le firme.
Ma l’ICE ha anche la possibilità della raccolta on-line e, a breve, sarà attivato il sito dedicato.

L’acqua è un bene comune…in tutta Europa!

Info su: www.right2water.eu/it