Acqua Pubblica Chieri

Perchè ripubblicizzare SMAT?

Il Comitato Acqua Pubblica Chieri torna a chiedere una firma ai cittadini, ripercorrendo la strada che nel 2010 ha portato, con la delibera d’iniziativa popolare sottoscritta da 1.621 elettori, a modificare lo Statuto del Comune di Chieri, inserendo in essi i principi che l’acqua non è una merce e che la sua gestione deve essere effettuata da entità pubbliche.

Una firma per una nuova proposta di delibera che, utilizzando gli strumenti della democrazia diretta, chieda ai Consigli Comunale di Chieri e al Consiliglio Provinciale di Torino di far uscire SMAT dalle logiche della gestione privatistica proprie della sua natura di società per azioni, riportandola nell’alveo del diritto pubblico con la trasformazione in azienda speciale consortile, appunto pubblica e partecipata dai cittadini.

È un’ iniziativa che assume particolare significato, inserita com’è in un contesto generale che vede la politica italiana a quasi un anno dai referendum dello scorso giugno, continuare ad ignorare l’esito di quella straordinaria prova di democrazia e partecipazione popolare, con la quale gli italiani hanno chiaramente espresso la loro volontà di liberare la gestione del bene comune acqua dalle logiche del profitto.

I vari ambiti di governo nazionale e locale continuano a non riconoscere che con il voto referendario si è espressa una visione della società alternativa a quella da loro quotidianamente praticata e propagandata, la quale considera quasi un fatto naturale, non emendabile nè discutibile, il sottostare alle leggi del mercato.

La campagna per ripubblicizzare SMAT vuole fornire un forte stimolo al dibattito politico locale, e favorire la messa in discussione di quell’ideologia liberista la quale, lungi dall’essere una verità assoluta, è l’espressione di ben precisi interessi e nel cui nome si stanno sacrificando, depotenziandole o svendendole ai privati, le attività di servizio pubblico al cittadino.

La sfida ideale e culturale che si sta avviando a Chieri, a Torino e Provincia per l’affermazione di nuove modalità di gestione del servizio idrico costituisce quindi un primo passo per un’azione di contrasto alle ricette che ci vengono imposte, che impongono la svendita dei servizi pubblici quale unica soluzione per fare cassa e fronteggiare la precaria situazione finanziaria nella quale si dibattono i Comuni.

Non abbiamo scherzato.

Vogliamo la SMAT pubblica e partecipata senza ma e senza S.p.A.

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