Acqua Pubblica Chieri

La Giunta Fassino e i servizi pubblici locali

La Giunta Fassino sta per consegnare le nostre aziende comunali alla speculazione finanziaria!

La delibera approvata venerdì 8 ottobre dalla Giunta comunale di Torino, o meglio: dal Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda Comune, prevede un percorso in diverse tappe che porterà alla distruzione di servizi pubblici essenziali come l’igiene urbana e i trasporti… 1ª tappa

Conferimento di GTT, AMIAT, TRM e SAGAT alla FCT – Finanziaria Città di Torino Srl. costituita anni fa per parcheggiare il 18% di azioni AEM  salvate dalla privatizzazione che, sommate al 51% delle azioni AEM rimaste di proprietà della Città, hanno consentito di mantenere al 69% il controllo della gestione dell’Azienda in mano al Comune.

Perchè FCT detiene anche il 7% di azioni SMAT?

http://www.comune.torino.it/commercioeimpresa/partecipazioni-aziendali/schede/fct.htm

 2ª tappa

Consulenti esterni ad alto costo determineranno il valore di mercato di AMIAT,GTT e TRM

 3ª tappa

Stabilito il prezzo, FCT venderà il 40% di AMIAT, TRM e GTT. Con questa quota di capitale il compratore nominerà il suo Amministratore delegato e diventerà così il vero padrone delle Aziende. Le quali saranno gestite a scopo di lucro, com’è nella natura dell’impresa privata, realizzando i profitti nel modo che sappiamo: aumento delle tariffe, riduzione del personale, pochi o nessun investimento, manutenzioni al minimo. Si veda il Piano industriale IREN per l’area emiliana (Parma, Piacenza e Reggio Emilia) che sopprime 167 posti di lavoro.

 Abbiamo salvato l’acqua con 26 milioni di Sì al Referendum, di cui  386.099 torinesi.

Per metterla al sicuro da tentazioni privatizzatrici future, SMAT deve diventare Azienda di Diritto Pubblico come a Grenoble, Parigi, Bari, Napoli e tante altre città d’Europa e del mondo (USA compresi).

Ci devono restituire il maltolto: il 15% della tariffa che paghiamo per garantire il profitto ai gestori dell’acquedotto.

L’esito referendario vale anche per AMIAT, GTT e TRM

Ma il Governo Berlusconi con la “manovra finanziaria” di settembre ha reintrodotto (Art. 4, Titolo II, legge n 148/2011) l’obbligo di vendere almeno il 40% di queste aziende dal 31 marzo 2012.

Alla Giunta Comunale non è parso vero e in men che non si dica ha approvato una delibera che consegna quelle aziende al mercato, alla finanza speculativa e forse anche alla camorra (v. Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse).

 Salviamo i nostri beni comuni       Il voto del Referendum va rispettato

Chiediamo ai Consiglieri comunali di Torino di bocciare questa delibera per non tradire il voto popolare contrario alla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Ricorreremo anche in giustizia – dal TAR alla Corte Costituzionale –  contro l’art 4 suddetto che impone ai Comuni di vendere le Aziende Municipali.

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